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Pompa di calore mobile per assicurare ossigeno a sufficienza

Durante l'emergenza legata al coronavirus, l'ospedale universitario di Zurigo necessitava di grandi quantità di ossigeno per la ventilazione dei pazienti. In simili momenti di forte sollecitazione, gli evaporatori degli impianti di ossigeno liquido iniziano a congelare, il che può determinare un importante calo di produzione del gas. Ricorrendo ad una pompa di calore mobile, la Krüger + Co. SA ha sviluppato una soluzione individualizzata in grado di assicurare la produzione costante di ossigeno.

 

Affinché gli impianti di produzione di ossigeno dell'ospedale universitario di Zurigo funzionassero senza cedimenti anche durante il periodo di forte sollecitazione legato all'emergenza del coronavirus, occorreva dotare gli evaporatori del sistema con un dispositivo di sbrinamento. La commessa era stata assegnata alla Krüger + Co. SA. «Una soluzione basata su un riscaldamento ad aria calda era fuori discussione, sia per motivi di sicurezza, sia per il rumore che avrebbe generato. Abbiamo perciò sviluppato un progetto pilota con una pompa di calore mobile assemblata appositamente per questo scopo», dice Mauro Curreli, consulente tecnico di vendita presso la succursale Krüger di Dielsdorf. Il supporto tecnico è stato assicurato da Franz Braunwalder, responsabile del settore Raffrescare di Krüger. La pompa di calore, costituita da varie unità di condizionamento dell’aria canalizzate operanti in modalità di riscaldamento, è stata montata dagli specialisti della Krüger in un rimorchio, a sua volta collegato alla rete elettrica. L’aria calda era convogliata agli scambiatori di calore (degli evaporatori riscaldati ad aria calda) tramite tubi flessibili, gli stessi solitamente impiegati per la climatizzazione di eventi. Il progetto pilota si è rivelato un successo. «Siamo rimasti molto soddisfatti della soluzione e dell'installazione professionale del sistema», afferma Roland Steinemann, capo progetto tecnica degli edifici presso l'ospedale universitario di Zurigo.

Una soluzione individualizzata di questo tipo per uno sbrinatore può rivelarsi d'interesse anche per aziende attive in campo industriale che operano con ossigeno o azoto. «Dal momento che si trovano anch’esse ad affrontare il problema della formazione di ghiaccio sull’evaporatore», sostiene Curreli.

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